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10 MIGLIA LUPATOTINE - 5^edizione

LA CLASSIFICA DEGLI ATLETI MOMBOCAR

La seconda prova del circuito "Verona con la Corsa " ci ha proposto la 10 Miglia in quel di San Giovanni Lupatoto. Quinta edizione per questa classica che quest'anno si è interposta tra la Montefortiana e la prossima Maratona di Verona e Giulietta & Romeo Halfmarathon.

Record di iscritti. Record della corsa. Più di 650 gli atleti che si sono presentati alla partenza. Un numero considerevole se si pensa che la distanza non è di puro gradimento per atleti mezzofondisti. Abbattuto il record del circuito da El Baroucki Hickam (Pol. Hyppodrom '99 Pontoglio) che ha fermato il cronometro a 50'01". Il precedente primato era di Pasetto Gianluca oggi terzo. Ho avuto il piacere di accompagnare Hickam alla stazione e chiaccherando del più e del meno (è marocchino e risiede nella provincia di Brescia) mi ha detto che ha sofferto il tratto di percorso lungo l'argine probabilmente anche a causa di un riscaldamento effettuato in fretta a causa di un ritardo dei treni. In condizioni ideali il tempo potrebbe essere abbassato ancora, forse anche di un paio di minuti.

Poi...grande MOMBOCAR: 32 nostri atleti erano iscritti ed hanno corso questa gara. I tempi li potete vedere sotto. Bravissimi tutti. Erano molti anni che non si raggiungevano numeri così importanti e questo è un segno che ci spinge a continuare sulla strada che abbiamo, a volte con fatica e fraintesi, voluto seguire.

tutta la classifica cliccando QUI

 

MAOLI MASSIMO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M3 

 01:02:02 

 01:01:55 

CERATO NICOLA

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M3 

 01:03:38 

 01:03:18 

TRANFUGA PIERLUIGI

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M3 

 01:07:30 

 01:07:22 

BERTOLDO ALBERTO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M4 

 01:08:02 

 01:07:54 

SALGARO ANTONIO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M6 

 01:08:23 

 01:08:16 

SPALLINO VITO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M3 

 01:08:51 

 01:08:42 

KOURTESIS DIMITRI

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M3 

 01:10:27 

 01:10:18 

ZANZONI FEDERICO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M2 

 01:10:36 

 01:10:20 

MASSIGNAN ADRIANO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M4 

 01:10:53 

 01:10:33 

LONARDI STEFANO

 G. S. D. MOMBOCAR 

  

 M5 

 01:10:59 

 01:10:48 

ZONZINI PIETRO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M4 

 01:11:31 

 01:11:19 

CASTAGNEDI ANDREA

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M1 

 01:13:20 

 01:13:04 

BARJAK GABRIELA

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 F2 

 01:14:00 

 01:13:48 

VIVIANI FRANCO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M4 

 01:14:23 

 01:14:12 

TONIN ANDREA

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M3 

 01:14:28 

 01:14:15 

CALOSI DANIELE

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M2 

 01:15:04 

 01:14:57 

PACE IVAN

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M2 

 01:15:50 

 01:15:37 

CARROZZA PRIMO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M5 

 01:16:07 

 01:15:53 

FERRARA MARIA

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 F2 

 01:16:20 

 01:16:13 

ZORZANELLO GIOVANNI

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M6 

 01:17:24 

 01:17:09

PORTA MASSIMO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M3 

 01:20:28 

 01:20:20 

GUGLIELMONI MARCO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M5 

 01:23:02 

 01:22:34 

COMPARIN GABRIELE

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M3 

 01:25:03 

 01:24:50 

PORTA GIANMARCO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M3 

 01:25:19 

 01:25:04 

SIVERO ROBERTO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M3 

 01:25:30 

 01:25:19 

PIZZINI STELLA

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 F4 

 01:25:58 

 01:25:49 

PIZZINI ANTONIO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M6 

 01:26:46 

 01:26:36 

ALOISI GIAMPAOLO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M6 

 01:28:01 

 01:27:51 

FABRIANO GIOVANNI

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M6 

 01:30:42 

 01:30:33 

SIGNORINI MARIAGRAZIA

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 F2 

 01:35:03 

 01:34:53 

MICHELONI DINO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M7 

 01:37:15 

 01:36:52 

ZAMPA CLAUDIO

 G. S. D. MOMBOCAR 

 

 M4 

 01:37:43 

 01:37:18 

Ai Giochi coreani c’erano tutti i migliori,
ma l’Italia aveva tre assi da giocare.
E alla fine tirò fuori quello vincente,
facendo saltare il banco

“GELO” NEL GRAN CALDO

DA NOI E' QUASI L’ORA DELLA SVEGLIA. La maratona olimpica tira gli italiani giù dal letto un po’ prima del solito, quando in Corea hanno appena fi nito di pranzare, ma guai a perdersi il terzetto azzurro che va all’assalto del podio nella gara che chiude quei Giochi indimenticabili, benché travolti dallo scandalo del dopato Ben Johnson. Non ci nascondiamo: Gelindo Bordin, Orlando Pizzolato e Gianni Poli sono tre assi nella manica azzurra, i tre uomini che hanno lanciato la maratona italiana nell’élite mondiale e hanno tutto per darci quella medaglia che inseguiamo da 64 anni (l’argento di Bertini nel 1924). Bordin, 29 anni da Longare, campagna vicentina, è il campione europeo in carica, colui che tredici mesi prima dei Giochi coreani ha vinto il bronzo ai Mondiali di Roma e che ad aprile, a Boston, ha portato il (già suo) record italiano (2:09’27”) in una dimensione internazionale. Pizzolato, 30 anni da Piovene Rocchette, vicentino pure lui, è mister New
York, il primo italiano ad addentare la Grande Mela, addirittura due volte di fila (‘84 e ’85). Anche Poli, 30 anni, bresciano di Lumezzane, ha conosciuto il trionfo in Central Park, in quell’86 che lo aveva visto anche argento europeo, lui che nell’85 era stato il primo italiano a infrangere il muro delle 2 ore e 10 minuti. Facile dire, allora, che questa è gente su cui si può anche puntare forte per una medaglia, pur con tutte le incognite di una gara olimpica, da correre con il caldo (28 gradi alla partenza) e con un’umidità tremenda, al cospetto di avversari fortissimi.

QUANTI BIG!
Al via dallo stadio olimpico sono in 124. E i big ci sono quasi tutti, a parte l’etiope Dinsamo, numero uno nella graduatoria all time. C’è l’intero podio dei Mondiali ’87: oltre a Bordin (bronzo), il keniano Wakiihuri, campione iridato, e il gibutiano Saleh, il favorito, che ha vinto anche le ultime due edizioni della Coppa del Mondo e ad aprile, in scia a Dinsamo, ha centrato la seconda prestazione mondiale di sempre (2:07’07”). Poi ci sono l’argento e il bronzo dei Giochi ’84: l’irlandese Treacy e il britannico Spedding. E non manca l’indomito australiano De Castella, iridato ’83, già primatista mondiale, non più giovanissimo ma sempre da temere. Ci sono anche il giapponese Nakayama, che su questo percorso ha vinto nell’85 e nell’86, quindi ne conosce le
insidie meglio di tutti, e il keniano Hussein, re in carica di New York. E poi il tanzaniano Ikangaa e l’altro australiano Moneghetti, giusto per citare due autorevoli outsider.

CEDE PIZZOLATO
I tecnici indicano Bordin come il più in forma del terzetto tricolore. Di certo “Gelo” - pettorale numero 579, alla decima maratona della carriera, quattro anni dopo il debutto - è il più temuto dalla pattuglia straniera. Sin dalle prime battute, nell’aria di Seul si respira l’atmosfera della battaglia tattica, tipica della maratona olimpica. Il ritmo è subito lesto ma si intuisce chiaramente che c’è grande tensione. È un folto gruppo quello che transita ai 5 km dopo 15’34”. E più o meno la stessa trentina di atleti battezza il 10° km dopo 30’32”, con un progressivo aumento di andatura (14’58” il secondo parziale) che mette in difficoltà, tra gli altri, Pizzolato, cronometrato a 1’06” dai battistrada: non ci resta che sperare nella sua scelta di partire come al solito prudente, ma sarà una speranza vana.

MOLLA ANCHE POLI
Non cambiano le cose nei successivi 10 chilometri (15’25” e 15’24” le due frazioni): il messicano Mondragon è il più vispo in testa quando la corsa inizia a costeggiare il fiume Han, ma gli altri sono subito lì e controllano la situazione senza patemi. A dar manforte a Mondragon si alternano Nakayama e il tanzaniano Bura. Danno a turno qualche strattone e il gruppo di testa comincia a sfoltirsi. Cedono Hussein e Treacy: due ossi duri in meno. Ma accusa il colpo anche Poli, che al km 25 transita a 7” dai 13 al comando (15’35” l’intermedio dei primi) lasciando intendere di non avere il passo dei giorni migliori. A questo punto ci resta Bordin. L’allievo di Luciano Gigliotti corre bene, pulito, attento, in mezzo a quel gruppetto che però ha ancora troppi nomi importanti: Wakiihuri, Saleh, Nakayama, Spedding, Moneghetti, Ikangaa, De Castella, anche il giapponese Seko, sono tutti clienti temibilissimi.

L’ATTACCO
Si entra nel vivo e bisogna cominciare a studiare qualcosa. E la prima miccia la accende proprio il numero uno azzurro. Risultato: al 35° restano in testa Bordin, Ikangaa, Wakiihuri, Nakayama, Spedding e Saleh. Ormai siamo alla resa dei conti, agli ultimi venti minuti di emozioni forti. Chilometro 37: parte deciso Saleh e Bordin non se lo lascia scappare portandosi appresso anche Wakiihuri. Gli altri stentano e l’odore di medaglia inizia a farsi sentire nel clan azzurro. Ma dopo 800 metri, quando Saleh, su un leggero strappo, dà un’ulteriore scossa, Bordin si stacca: sembra in difficoltà, non riesce proprio a rispondere al gibutiano, ma quell’attimo che lì per lì ci scoraggia, alla fine si rivelerà decisivo. Chilometro 39: Saleh è sempre primo, Wakiihuri lo segue a 15”, Bordin è a 35” e comincia a pensare al bronzo da portare in salvo.

LA GRANDE RIMONTA
Gelindo dà fondo allora alle ultime energie per respingere la rimonta di Nakayama, che ha superato il momento difficile e si sta riportando sotto. Anche l’azzurro, però, sembra tornato più tonico. E quando là davanti vede la sagoma di Wakiihuri avvicinarsi sempre più, perché il keniano è entrato in riserva, prende coraggio. A 2 chilometri dal traguardo l’africano è raggiunto. Bordin lo supera di slancio, il podio sembra ormai sicuro. Ma i giochi non sono ancora fatti, perché anche Saleh comincia a perdere i colpi. Quel parziale di 15’14” degli ultimi 5 chilometri presenta un conto salato all’uomo di Gibuti, che piomba in crisi. Arranca, barcolla, a un certo punto sembra non averne davvero più. Bordin lo prende quando mancano 1.600 metri alla fine e gli basta giusto
una manciata di secondi per lasciarlo lì e lanciarsi verso il trionfo. Adesso lo spinge il cuore, più che le gambe. È un chilometro e mezzo interminabile, sembra non finire mai, e la tensione ci entra in corpo tutta.

L’ORO, INFINE
Ma finalmente la sagoma bianca dell’ex capocantiere vicentino spunta dal tunnel dello stadio, sola. Sì, ormai è fatta. Gelindo non si volta, non si cura di Wakiihuri che ha ripreso Saleh e si avvicina minaccioso. No, nessuno lo può più prendere, nessuno gli può più sfilare la medaglia d’oro, ottant’anni dopo il dramma di Pietri, in quel giro all’interno dello stadio che pare eterno ma non sarà drammatico come il finale di Dorando. Taglia il traguardo in 2:10’32” - unico bianco a vincere una gara di corsa in quest’Olimpiade tutta africana - e un metro dopo la linea s’inginocchia
a baciare la terra, restando inchiodato sulla pista, con i muscoli paralizzati dalla fatica, mentre Wakiihuri strappa l’argento a 15” e Saleh salva almeno il bronzo, a 27”, con Nakayama pochi metri più dietro. Poi tutti gli altri, con Pizzolato 16°, a 4’48”, e Poli 19°, a 5’53”. Mai una maratona olimpica aveva avuto un esito così incerto, mai c’era stato così poco margine tra il primo e il secondo. E l’Italia può brindare al suo oro più bello.

IL CAPOLAVORO DI LUCIANO GIGLIOTTI
«Sì, quella di Gelindo fu una gara perfetta: non sbagliò nulla». Luciano Gigliotti - l’uomo che portò Bordin sino all’oro di Seul, e ha fatto il bis 16 anni dopo con Stefano Baldini - non ha mai avuto dubbi. «Anche quando, al 37° km, Saleh scappò via, lui fece la mossa giusta - prosegue il tecnico modenese -. Ebbe la lucidità per capire che quel ritmo sarebbe stato fatale. E non lo dico solo perché poi raccolse i resti di Saleh e Wakiihuri. Del resto Gelindo era bravissimo a leggere le gare, raramente sbagliava, a dispetto di chi pensa che fosse irruente e istintivo. È vero anche che a Seul si presentò in uno stato di grazia mai visto. Similitudini con Baldini? Gelindo più resistente, Stefano più veloce, ma stessa professionalità e applicazione. Pur avendo caratteristiche diverse, il lungo percorso di avvicinamento all’oro olimpico è stato simile: se si apre una via vincente, è logico poi cercare di ripeterne le linee guida».

Seul 1988 - Gelindo Bordin vince l'Olimpiade

Una delle pagine più belle ed importanti della storia della maratona azzurra e mondiale.Il video della durata di 9 minuti, seppur in lingua giapponese, è un concentrato di emozioni.

PRENDERCI GUSTO - RECORD DI ISCRITTI MOMBOCAR ALLA 10 MIGLIA

Si avvicina velocemente il 7 febbraio, la seconda prova del Circuito "Verona con la Corsa" è alle porte e porterà gli appassionati della corsa a cimentarsi nella insolita distanza delle 10 miglia. Si molti di noi non ci trovano nulla di strano su questa distanza, ma se analizziamo bene il chilometraggio ci troviamo di fronte ad una prova che terrà sul filo del rasoio molti concorrenti.

 Che dire di noi; i Mombocarini sono 29. Si avete letto giusto. Sembra che tutto il gruppo abbia aderito in massa a questa manifestazione che si tiene a San Giovanni Lupatoto, cittadina che a noi è ben cara e conosciuta.

IL GSD.MOMBOCAR ALLA MARATONINA DEMMY - RISULTATI UFFICIALI

Ragazzi siamo veramente un bel gruppo. Non credevo ma ci speravo. Questa era una delle prove che hanno messo a dura prova molti atleti. L'orografia del percorso e anche la temperatura ben al di sotto dei dieci gradi probabilmente non permette le migliori prestazioni. Ma nessuno ha rinunciato al prestigio di esserci. In 21 abbiamo concluso questa 21(che bel gioco di parole). Questo è il link per scaricare la classifica generale mentre qui di seguito i tempi dei nostri.

312 TRANFUGA PIERLUIGI M3 01:34:53 13,34
381 SPALLINO VITO M3 01:36:46 13,08
444 SALGARO ANTONIO M6 01:38:49 12,81
603 BARJAK GABRIELA F2 01:42:25 12,36
614 LONARDI STEFANO M5 01:42:43 12,32
618 KOURTESIS DIMITRI M3 01:42:48 12,31
682 PASETTO ITALO M3 01:44:39 12,10
750 PACE IVAN M2 01:46:44 11,86
759 MASSIGNAN ADRIANO M4 01:46:26 11,89
819 ZORZANELLO GIOVANNI M6 01:48:04 11,71
849 VIVIANI FRANCO M4 01:48:45 11,64
937 CALOSI DANIELE M2 01:51:45 11,33
971 CARROZZA PRIMO M5 01:53:30 11,15
1024 PORTA GIANMARCO M3 01:55:14 10,99
1127 ZONZINI PIETRO M4 01:58:11 10,71
1128 PORTA MASSIMO M3 01:58:19 10,70
1170 PIZZINI ANTONIO M6 02:00:25 10,51
1182 ROVERSO RITA F2 02:01:42 10,40
1188 RIGHETTO ANTONELLA F2 02:01:47 10,39
1223 PIZZINI STELLA F4 02:03:23 10,26
1358 SIGNORINI MARIA GRAZIA F2 02:17:38 9,20

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Corri per il Mombocar

Il G. S. D. Mombocar promuove la partecipazione dei propri soci alle
gare competitive 2010

 SCARICA IL REGOLAMENTO COMPLETO

Visto il successo ottenuto negli anni passati, anche per quest’anno, il Gsd Mombocar propone ai propri soci una nuova iniziativa legata alla partecipazione alle gare competitive in genere, ed in particolare al circuito “Verona con la Corsa 2010”.

La nuova iniziativa è stata denominata “Corri per il Mombocar 2010” ed ha lo scopo, come le precedenti, di promuovere l’immagine del gruppo sul territorio, cercando di aumentare la presenza degli atleti alle gare podistiche competitive. Inoltre ha lo scopo di aumentare il numero di atleti che, avvicinandosi alle competizioni, possano appassionarsi e migliorare così le proprie prestazioni, a vantaggio proprio e del gruppo.

Quest’anno l’iniziativa, oltre che al circuito “Verona con la Corsa 2010”, viene estesa a tutte le gare competitive a cui i soci vorranno partecipare. Resta invariata l’opportunità di partecipare alla classifica finale a squadre del circuito “Verona con la Corsa 2010” che mette in palio per le prime 10 squadre classificate, un premio in materiale tecnico spendibile presso “Km Sport”.

Per invitare i soci a partecipare a questa iniziativa, abbiamo pensato di strutturare l’iniziativa redigendo, sulla base delle gare a cui i soci parteciperanno, una speciale classifica interna a punti che comunque favorirà le gare del circuito “Verona con la Corsa 2010”.

A fine novembre 2010, verrà redatta la classifica e verrà assegnato quanto segue:

  1. Riconoscimento di partecipazione a ciascun atleta con un minimo di 8 partecipazioni a gare competitive secondo il seguente regolamento . In questo modo pensiamo sia possibile portare un maggior numero di atleti ad iscriversi e correrre ciascuna prova.

  2. Ulteriore premio, qualora la squadra si classificasse nel circuito “Verona cona la Corsa 2010”. Tale premio è un riconoscimento che il gruppo conferisce agli atleti che, con la loro assiduità ed il loro impegno, abbiano contribuito a raggiungere gli obiettivi prefissati (visibilità e premio).